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100 Giorni
In quinto liceo, come tradizione, si organizzò la vacanza dei 100 giorni. La meta fu la casa del Pinna a Torvaianica, ridente cittadina sul litorale romano. Il fondo cassa al momento della partenza ammontava a circa trecentomila lire, scroccate in giro per Roma sin dall'autunno precedente, tuttavia si ridusse sensibilmente perché fu utilizzato in gran parte per riparare il vetro di una finestra disintegrato da un idiota. I partecipanti alla gitarella di tre giorni furono quasi tutti i compagni di classe tra cui, ovviamente, molti dei membri del Sacro Romano Impero del Fiaschetto. Visti i grandi mezzi a disposizione a quel tempo, i partenti si ritrovarono alla fermata della metro dell'EUR per prendere il pullman per Torvaianica.
Foto di gruppo
Dopo un lungo viaggio di un'oretta arrivammo a casa Pinna, quando comunque ormai era sopraggiunta la sera. Mentre quasi tutti cercavano di trovare una sistemazione, alcuni deficienti preferivano scattare delle fotografie di gruppo molto indicative della loro capacità mentale. Da sinistra verso destra si possono ammirare il Loi (guest star della serata) con una boccia di Ferrarelle in mano, il Belva semi-nascosto, il Tommaso in fase di accoltellamento, Skillo (senza parole), il Turco con la testa dentro qualcosa di legno e il Suraci, che da lì a qualche ora distruggerà la finestra alla sua sinistra.
Il Pinna ha insaccato
La mattina successiva la meta non potè che essere la spiaggia lì vicino, che gli uomini del gruppo avevano già destinato a campo da calcio e football americano. La partita a pallone ancora una volta mise in evidenza il basso livello tecnico generale, ad eccezione del Pinna che sfoggiava ancora una classe superiore ed una capacità realizzativa sorprendente (al centro nella foto). Un bel giorno però si sarebbe fatto male al ginocchio e la sua carriera sarebbe stata irrimediabilmente compromessa, ma questa è un'altra storia...
Preparazione del campo di football
In ogni modo l'evento sportivo dei 100 giorni fu la straordinaria partita di football americano che venne organizzata sulla spiaggia. Il problema è che nessuno sapeva precisamente quali fossero le regole di questo sport e le discussioni si prolungarono per diversi minuti. Nella foto si può osservare una della fasi più concitate del confronto faccia a faccia, con il Pinna che nel frattempo fa il simpaticone sorridendo da lontano. Comunque alla fine si arrivò ad un compromesso e iniziarono i preparativi del campo di gioco.
Riscaldamento
C'era chi tracciava le linee di gioco, chi provava i suoi lanci per misurare la lunghezza delle yard e chi nel frattempo mostrava tutta la stortura del suo sguardo sorridendo alla macchinetta fotografica con un'espressione da ebete (il Belva). La partita ebbe inizio e fu subito spettacolare. Il Cico, grazie alla sua mole, regnava sul campo: nel ruolo di quaterback sparava dei lanci inauditi che finivano ben oltre la end-zone avversaria, rendendosi praticamente imprendibili; nella fase di difensore creava una vera e propria saracinesca, tanto che servivano due o tre avversari per superarlo. Alla fine della partita non si capì chi avesse vinto, l'unica cosa certa fu che ogni giocatore uscì dal match con diverse lesioni.
Tintarella collettiva
Per questo motivo molti decisero di abbandonare gli eventi sportivi e dedicarsi alla tintarella, hobby che le donne stavano portando avanti già dal primo momento che avevano messo piede in spiaggia (ovvio). Nella foto in questione si può vedere in primo piano Skillo (solo il suo fisico palestrato), quindi la Vala, il Pomata, Suraci (che nel frattempo aveva rotto la finestra), il Checco, il Palladini e Francesca. La serenità dei 100 giorni fu però cancellata da un evento orribile che ebbe come protagonista il Belva: egli infatti non volle venir meno alla sua fama e riuscì a intasare la tazza del bagno, con il conseguente malumore generale. Lo stronzo doveva proprio essere di dimensioni bibliche se non bastò un'intera bottiglia di acido muriatico a risolvere la situazione. Comunque, in un modo o nell'altro, alla fine riuscimmo ad avere la meglio dell'orrida creatura.
Vai Mommy!
Ma oltre alla spiaggia anche la casa del Pinna era un luogo di divertimento sfrenato, dove si susseguivano situazioni divertentissime (come il vetro della finestra rotto). Il balcone era il punto preferito da tutti, come il Mommy sembra voler evidentemente dimostrare in questa sua posa al limite dell'orrido. La fortuna che ebbe questa parte della casa era da ricercare nel costante orientamento verso il sole e una vista da invidia con il panorama della via più importante della cittadina marinara. Uno degli oggetti di maggiore intrattenimento fu la pistola a pallini del Pomata che fu utilizzata da tutti (specie Skillo) per fare a gara di tiro con qualsiasi tipo di bersaglio, anche mobile. Se il Chamada fosse rimasto più di una sera avrebbe avuto sicuramente modo di assaggiare ancora una volta quei proiettili gialli.
Assassinio
Il balcone di casa Pinna fu però anche il luogo dove si perpetrò un'orribile omicidio proprio ai danni del Mommy. Il Pinna, infatti, preso da un raptus di ira immane, sparò con la pistola del Pomata un colpo letale ai danni dell'amico, nonostante il vano tentativo del Turco di impedire il fattaccio
Turco, che attore!
(qui a destra un dettaglio con il suo viso provato all'estremo per il futile sforzo finale). Il Mommy morì all'istante, cadendo al suolo sanguinante. Da notare il piede e la mano incastrata tra le colonnine del balcone). La polizia non arrivò mai per indagare sull'omicidio.
Una delle sere venne organizzato sulla spiaggia il classico falò, che tra l'altro risultò anche molto utile vista le rigide temperature di quei giorni di inizio primavera. Il fuoco venne alimentato inizialmente con carta e legna, poi pian piano tutti si fecero prendere dal fomento e si passò in ordine ad arbusti, rivestimenti in canna di bambù, piccoli alberi, sedie e tavoli di plastica (meglio non specificare da dove provenissero), finchè il falò raggiunse proporzioni disumane. La temperatura era così alta che addirittura si osservò una bottiglia di birra in fase di scioglimento dopo che era stata lanciata tra le fiamme. Fortunatamente nessun estraneo si accorse di quel bordello.
Pomata scalatore
Il Pomata in quei giorni tentava di guadagnare tempo ogni volta che tornava alla casa del Pinna cercando entrate alternative. A quei tempi la sua passione per l'arrampicata era appena iniziata, ma questo non gli impedì di raggiungere con la sola forza di mani e piedi il suddetto balcone. Già mostrava tutte le sue reali potenzialità. Nell'immagine lo si può osservare durante la sua scalata: prima studia il percorso, poi si solleva sulle braccia, quindi punta i piedi e per finire scavalca il balcone (sorridendo al pubblico, ovviamente). Poi prosegue con la discesa: prima si posiziona, poi si tiene con le braccia al balcone (con il Mommy, resuscitato, che lo osserva allibito) e infine si lancia nel vuoto. Da applausi.
Il Pomata fu in finale di 100 giorni vittima di un incidente culinario quando con il Turco cercò di preparare alle quattro di mattina un prelibato the all'origano. Per fortuna l'ustione alla mano fu leggera e non dovette buttare l'arto. Da buttare c'era invece il cervello dei due, visto che avevano persino provato a raggiungere il pronto soccorso di Pomezia in bicicletta.
Poi si tornò a Roma e a scuola dove i professori si erano fatti girare le palle per l'assenza generale (o quasi) di tre giorni. Molto divertente.