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Quinto Anniversario
Belva Mangiafuoco
Il 5 Settembre 2004 abbiamo festeggiato il quinto Anniversario della fondazione del Sacro Romano Impero del Fiaschetto. Finalmente, dopo due anni in cui per un motivo o per un altro non eravamo riusciti ad organizzare nulla per l'evento, ci rimboccammo le maniche e stabilimmo con un po' di anticipo il giorno esatto. Come destinazione scegliemmo nuovamente San Nicola, ed esattamente la stessa spiaggia dove ci eravamo stabiliti per il Secondo Anniversario. All'appuntamento al Fermi saremmo dovuti essere una decina di persone: Pinna, Flaminia, Turco, Bianca, Mommy, Pisky, Cico, Manu, Rudy, Cina, la guest star Belva (eccolo in grande forma qui a sinistra, in una foto scattata verso fine serata) e il presidente Pomata. Quest'ultimo tuttavia chiamò verso le cinque avvertendo che non sarebbe venuto per dei problemi con la tesi di laurea. Questa buca fu clamorosa, se si pensa che, per il ruolo che riveste, la sua presenza in una tale occasione è imprenscindibile.
Raccolta della legna
Comunicata a tutti la notizia del forfait del Pomata, partimmo dal Fermi con la preoccupazione di trovare la legna per il falò. Lungo la strada Bianca, Manu e il Turco raccolsero soltanto una sedia abbandonata e una passerella di legno. La situazione da quel punto di vista non era delle più rosee, ma la speranza era di trovare qualcosa di più utile nelle pinete limitrofe alla spiaggia. Fortunatamente, arrivati a San Nicola, trovammo un bel po' di legna gettata nei pressi di un secchione dell'immondizia. Non ci parve vero: fermammo le vetture e scendemmo per raccogliere ciocchi, arbusti e paglia. Ecco qui a destra Flaminia intenta a spezzare un ramoscello, mentre il Belva mostra tutto il suo carisma e il Cico sta amabilmente prendendo per il culo la giovane donzella. Soddisfatti per la raccolta, rientrammo in macchina e puntammo verso la spiaggia.
Le donne in gruppo
A distanza di tre anni non era facile ricordarsi la strada per raggiungere la nostra meta, anche perché era un po' distante dalle zone più popolate. Il Cico, tuttavia, si mise in testa alla carovana e con fare deciso guidò tutti fino al parcheggio della spiaggia. Fortunatamente quella volta, a differenza di molte altre, la sua memoria non fu fallace. Parcheggiammo e iniziammo a dividerci legna, viveri e Vino. I maschi partirono in avanscoperta, per vedere se lo spiazzo fosse realmente agibile. Le donne rimasero un buon quarto d'ora in attesa e ammazzarono il tempo scattando alcune foto. In questa sono riconoscibili da sinistra a destra Cina, Flaminia, Manu, Rudy e Bianca. Noi nel frattempo lasciammo il primo carico di roba e trovammo due grossi tronchi che avrebbero funzionato da panchine per tutto il resto della serata.
Pinna all'opera
Una volta sistematici, il primo problema fu ovviamente quello di accendere il fuoco. Il Pinna si gettò subito nella costruzione dello spazio dove si sarebbe sviluppato il falò: sistemò la paglia e la carta e delimitò un cerchio alcuni dei milioni di sassi che popolavano la spiaggia. Eccolo qui a destra a metà del suo lavoro: il Mommy illumina la scena e sovrintende il tutto, mentre Manu, Cina e Flaminia seguono interessate quella creazione. Poco più in là il Cico e il Turco stavano distruggendo la passerella di legno, al fine di ottenere delle travi buone per il falò. Sono visibili qui a destra: il Cico sprigiona tutta la sua potenza contro il povero artefatto,
Cico e Turco sfondano la passerella
mentre il Turco cerca di dare una mano in qualche modo; in primo piano si possono notare il Pinna (ancora indaffarato con paglia e sassi) e Flaminia (che osserva la distruzione della passerella). Nell'immagine si può anche notare uno dei due immensi tronchi che utilizzammo come panchine. Dopo una decina di minuti era tutto pronto: il Pinna diede fuoco ai primi ramoscelli e le fiamme si svilupparono immediatamente, superando di gran lunga le nostre più rosee aspettative. Tutto stava andando per il meglio e i cattivi auspici della partenza erano solo ricordi lontani.
Tutti a guardare il falò
Dopo essere rimasti alcuni minuti rapiti dalle fiamme (nella foto in senso orario: Belva, Cina, Rudy, Manu, Pinna, Flaminia, Cico, Turco e Mommy), ci accorgemmo che avevamo lasciato il Vino troppo vicino al fuoco. Per raffreddarlo il Turco e il Belva decisero di ricorrere allo stesso stratagemma di tre anni prima: immergere le bocce nel mare. Questa volta però l'acqua non si portò via il fluido nettareo, perché al posto di semplici bottiglie di plastica disponevamo di due bei bambini da 5 litri in vetro. Per al cronaca avevamo comprato 12 litri di un Monte Pulciano molto sincero e 3 litri di uno schifosissimo Olevano Romano, richiesto tuttavia a gran voce dalle donne. Qualche ragazza aveva anche portato uno strano liquido color giallo, che si chiamava "succo di frutta". Inutile dire che passò del tutto inosservato, ma sarebbe stato giusto indagare su chi compì quell'atto ingiurioso.
Cico cabarettista
Poi, visto che si era fatta una certa ora, sembrò giunto il momento per iniziare a cuocere la carne che Bianca e il Turco avevano acquistato il giorno prima. La scelta era ampia: avevamo a disposizione una gran quantità di spiedini, salsicce e bistecche. Il Cico si autonominò chef della serata e si mise ai fornelli. Incontrammo grandi difficoltà nello stabilizzare la griglia sulla brace, ma alla fine trovammo una soluzione soddisfacente. A sinistra si può osservare uno dei primi momenti della fase di cottura. Il Cico, già in assetto cuoco, sta deliziando il suo pubblico (composto da Pinna, Pisky e Turco) con dei simpatici sketch, paragonabili per divertimento solo a quelli di Beruschi ai tempi di "Drive In". In primo piano Cina e il Belva discutono del più e del meno.
Pinna è andato...
Dopo degli ottimi spiedini, fu il momento di passare alle bistecche. Purtroppo il Cico, nell'intento di spostare un po' la brace, appoggiò la griglia per terra senza pensarci troppo. Il risultato fu che, da quel momento in poi, ogni centimetro quadro di carne cotta era ricoperta inevitabilmente di sabbia. Quel piccolo problema non scalfì comunque la qualità della cena: ottime furono soprattutto le salsicce. Ma mentre il Cico e gli altri faticavano al fuoco, i soliti papponi stavano da una parte ad aspettare i frutti del lavoro altrui. Il tronco più grande diventò presto la loro base definitiva: ecco qui il Mommy, il Pisky, il Pinna (in pausa dopo le fatiche iniziali) e Bianca (che stava facendo opera di public relations un po' con tutti i presenti). Da notare lo stato del Pinna, ormai in partenza verso altri lidi mentali. La conseguenza di questa situazione papponica fu che, a chi stava lavorando al fuoco, arrivarono pochissimi bicchieri di Vino da bere. Fortunatamente c'era qualcuno che si preoccupava anche di noi.
Bianca equilibrista
Mentre in qualche modo il livello alcoolico cresceva in noi, tutte le donne (tranne Flaminia) se ne tornarono a casa allo scoccar della mezzanotte (o qualcosa oltre). Bianca trovò ancora il tempo di farsi fotografare mentre tiene in equilibrio uno dei più grossi ciocchi di legno che avevamo raccolto qualche ora prima (a sinistra). A quel punto per i superstiti della serata le alternative erano ridotte al minimo: non rimase altro che sedersi sui tronchi e farsi quattro chiacchiere in compagnia. Nonostante fossimo tutti abbastanza distrutti, era evidente che il livello di alcool nei nostri organismi non aveva ancora raggiunto livelli davvero interessanti. Con uno stato d'animo tra la sorpresa e il raccapriccio mi accorsi che c'era ancora un bambino e mezzo di Vino da bere. Mi chiesi allora che cosa avevano fatto tutta la sera coloro che erano rimasti in disparte...
Belva e Turco con la sedia
Per cercare di dare una sferzata alla serata, il Belva e il Turco decisero di bruciare la sedia che avevamo portato come combustibile per il falò. L'intento era quello di creare una coreografia spettacolare, ma le fiamme a quel punto erano già così basse che il risultato fu decisamente deludente. Come si può vedere in questa immagine, il fuoco aggredisce appena timidamente la sedia. In secondo piano, ben più spettacolari, il Turco e il Belva si esibiscono in una posa incommentabile. Terminata così anche l'alternativa incendio, non rimase che tornare a sedersi poco più in là e trascinare avanti una serata che inevitabilmente stava volgendo al termine. Rimanemmo ancora un'oretta a parlare del più e del meno, mentre regnava una fattanza di proporzioni monumentali.
'Ho visto cose...'
Così, nella mestizia più assoluta, verso le due di notte eravamo già in procinto di rimetterci in macchina per tornare a Roma. Prima di smontare baracca e burattini, tuttavia, il Belva diede l'ultimo impulso alla serata riproponendo, a distanza di anni, il suo cavallo da battaglia recitativo: impugnata la torcia, si esibì nel monologo finale di Rutger Hauer nel film Blade Runner. L'immagine a sinistra rivela il grande pathos del momento, nonché le immense doti da attore del Belva. Prima della dipartita avvenne però un evento paranormale. Bacco, evidentemente arrabbiato dalla nostra opaca prestazione, si impossessò del corpo del Turco, che scagliò un sasso a qualche metro di distanza da lui. Incredibilmente la pietra colpì alla base il boccione rimasto ancora pieno, che al contatto esplose letteralmente. Frammenti di vetro furono ritrovati persino a diversi metri dal bambino, e nel recipiente non rimase neanche un goccio di Vino. Spaventati e addolorati per l'accaduto, decidemmo che era davvero l'ora di andarsene. Il bilancio di questo Anniversario non può essere certo considerato esaltante, ma era importante riorganizzarlo dopo le mancanze degli scorsi anni. L'assenza del Pomata, poi, è stata molto pesante. Il prossimo anno dovremo cercare di onorare meglio il nostro Dio.