Il tragitto fino al centro di Bruxelles fu parecchio movimentato. Un po' per l'alcool in corpo, un po' per concludere in bellezza l'ultimo giorno pieno di vacanza, ci scattammo qualche foto tra gli edifici importanti che incontrammo sulla strada. Nell'immagine a destra, ad esempio, siamo in posa con bicchieri e bottiglie davati al monumento ai caduti della capitale. Girammo in centro un quarto d'ora per trovare il locale, mentre dei camerieri tutt'altro che belgi ci invitavano a mangiare nei loro ristoranti. Alla fine arrivammo al
Delirium Cafè, che aveva l'aspetto dei classici pub tanto diffusi in Italia. Il menu era davvero stratosferico: c'erano birre da ogni angolo del mondo, comprese le italiane Menabrea e Nostro Azzurro
(Kuaska aveva raccontato di come amano storpiare il nome di quest'ultima). In onore a Manuele, il Pisky decise di prendersi una tedesca Andechs Doppelbock. Io invece rimasi sorpreso dall'esistenza della Nounnette, una quarta birra prodotta dall'Abbazia de Rocs, tanto che decisi di provarla.
Il locale non aveva certo il fascino di quelli visitati fino ad allora in Belgio, tuttavia il vastissimo menu meritava ampiamente quella nostra visita. Conclusa la prima birra cominciai ad accusare la fatica e lo stress alcolico della vacanza, cosicché decisi di fermarmi lì. Il Pisky assecondò la mia decisione e ne approfittammo per andarcene con due bei bicchieri come souvenir. Il ritorno a piedi fu massacrante, ma per fortuna stavolta le chiavi della nostra stanza non si erano smagnetizzate. Ci infilammo a letto per passare la nostra ultima notte a Bruxelles.