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Capodanno 2000
Itinerario del viaggio
Per il Capodanno 2000 avevamo in progetto un'impresa a dir poco audace: arrivare ad Instanbul in bicicletta. A partire sarebbero stati il Pomata, il Turco, il Mommy ed il Pisky. Come poi tutti sanno questi ultimi due diedero buca tre giorni prima della partenza e tutto andò a monte. A quel punto occorreva trovare qualcosa di diverso. Per fortuna, in nostro aiuto arrivò il Gruppo Damigiana di Milano. Junior infatti ci invitò a passare l'ultimo dell'anno a casa sua e noi ne approfittamo per organizzare un tour nel nord Italia diviso in quattro giorni. A partire il 31 mattina furono: il Cico (la macchina era la sua), il Turco, il Mommy ed il Pisky. Nella cartina il nostro tragitto nel dettaglio.
GIORNO 1: Roma - Montepulciano - Bologna - Como - Milano
Montepulciano
Da Roma partimmo la mattina presto avendo in mente come prima tappa la mitica Bologna. Al primo Autogrill acquistammo una macchinetta fotografica usa e getta con cui scattammo una trentina di foto, che sono quelle qui presenti: sono venute tutte di merda e le migliori neanche si sono sviluppate, porca puttana. Comunque, a parte questo, il viaggio cominciò immediatamente con l'esaltazione di tutti i presenti, destinata poi a scemare durante il percorso. Prima di Firenze decidemmo di sostare a Montepulciano, nota località vinicola, per onorare come sempre il nostro dio Bacco. Nella foto da sinistra a destra abbiamo il Turco, il Pisky ed il Mommy con l'immancabile sciarpa della Roma.
Vecchia Cantina
Quella a Montepulciano fu una sosta discretamente interessante, ci scattammo una foto anche di fronte all'insegna della "Vecchia Cantina" (da sinistra a destra il Cico, il Pisky e il Mommy). Dopo aver acquistato il Vino per il viaggio e per la festa a casa Junior, ripartimmo. La nostra seconda sosta fu, come previsto, a Bologna, dove ne approfittammo per andare a mangiare a quello che a tutt'oggi riteniamo l'ultimo Burghy ancora esistente in Italia. Ci facemmo un giro nel centro commerciale dove il Cico stava per comprarsi la Playstation e poi proseguimmo all'interno della città.
PalaMalaguti
Dopo aver ammirato da lontano il Dall'Ara, la meta della nostra successiva visita fu il mitico PalaMalaguti. Nella foto si può ammirare il palazzetto, con il Turco ed il Mommy lontanissimi davanti ai cancelli d'entrata. La sosta all'impianto iniziò una nostra particolare visita agli altri stadi del basket del nord Italia che si protrasse per il resto della vacanza. Comunque, dopo aver percorso Bologna in lungo e in largo, imboccammo di nuovo l'autostrada con destinazione Milano. A qualche kilometro dal capoluogo lombardo, il Cico ovviamente sbagliò strada e riuscimmo ad arrivare addirittura a Como. Giacché eravamo lì ne approfittammo per farci una pisciatina nel lago, mentre eravamo rapiti dal fascino del posto. Poi finalmente raggiungemmo casa Junior con il Gruppo Damigiana quasi al gran completo. La festa di Capodanno fu fenomenale, tra alcol a volontà e musica giusta. Mattatore della serata fu il Piccolo che si sfondò una bottiglia intera di Martini. Molto bella anche una versione musicata dai Principal Skinner dell'Ode ar Vinello recitata dal Turco. Passammo la notte lì e Junior ci ospitò anche a pranzo, poi ripartimmo per il nostro tour senza meta.
GIORNO 2: Milano - Varese - Mantova - Cremona
Decidemmo di dirigerci verso Varese. La città ci sorprese per la sua classe (pure i marocchini ai semafori erano vestiti in giacca e cravatta) e ci venne in mente un'idea geniale: andare a seguire il match di pallacanestro dei Roosters. Il biglietto purtroppo costava dieci miliardi e dovemmo abbandonare il progetto, ma almeno ammirammo il PalaIgnis. Lasciata la neve varesina ce ne andammo a Mantova, dove non ricordo che successe.
Albergo Touring
In serata arrivammo a Cremona, la città più fredda e più vuota d'Italia. Dopo aver rischiato l'assideramento alla ricerca di un luogo dove mangiare, fummo costretti a ripiegare sul solito McDonald's. Poi decidemmo di passare la notte in qualche hotel e trovammo due camere nell'idilliaco Albergo Touring (nella foto a sinistra).
Grande Cinese!
La pensione in questione era parecchio triste, però nelle stanze avevamo il bidet (e basta). Il mattino successivo ci preparammo in fretta e furia per poter finalmente lasciare quel luogo ameno. Almeno fummo felici di constatare che il nostro amico Cinese si era finalmente sistemato aprendo un'attività tutta sua (nella foto a destra).
Mommy, Turco e Pisky
Fatta colazione in un covo leghista di Cremona, riacquistammo il nostro proverbiale smalto, come testimonia anche l'istantanea (da sinistra a destra il Mommy, il Turco ed il Pisky). Saliti in macchina del Cico (che nel frattempo si stava trasformando in una cloaca a forza degli assordanti peti) perdemmo tre ore per decidere la nostra tappa successiva. Alla fine optammo per Modena, dove avremmo incontrato Lorenza, una vecchia conoscenza della nostra estate da animatori allo Julia. Sulla strada per Modena beccamo la nebbia più fitta mai vista in vita nostra.
GIORNO 3: Cremona - Modena - Imola (Faenza) - Rimini
Piazza Roma a Modena
Arrivati in qualche modo a Modena (dopo aver rischiato il frontale una decina di volte), cominciammo a vagare per la città. Tra le vie del centro rimanemmo commossi nel trovare una favolosa Piazza Roma. La foto era d'obbligo: qui il Turco (a sinistra) ed il Mommy (a destra) si mettono in posa sotto il nome del posto con la solita sciarpa giallorossa in mano. Fu forse in seguito a questo evento che nei loro cuori si risvegliò un grande amore per la terra natìa, amore che venne ostentato alla grande nella susseguente sosta al McDonald's. Qui il Mommy fu raggiunto telefonicamente da Lorenza e ci mettemmo d'accordo per incontrarla sotto casa sua.
Cafù
Girando tra le strade della città emiliana vedemmo il miglior cafù di tutto il viaggio (nella foto a sinistra). Nonostante i negozi fossero tutti chiusi, ne beccammo uno che ci dimostrò come la madre del Belva fosse presente anche a così tanti kilometri da casa (nella foto a destra).
Negozio Aurora
Poi tanto per cambiare ci perdemmo e iniziammo a girovagare tra le vie della periferia di Modena sperando di riuscire ad orientarci. Quel tentativo di rintracciare la giusta direzione durò diversi minuti, finchè finalmente trovammo la strada per la casa di Lorenza.
Foto con Lorenza e sciarpa della Roma
Lorenza ci aspettò nel cortile sotto il suo palazzo. Nella foto possiamo ammirare lei al centro della panchina e poi da sinistra a destra il Cico, il Mommy ed il Pisky. Rimanemmo a chiacchierare un bel po' di tempo, maturando l'intenzione di penetrare all'interno della fabbrica della Panini lì davanti per prenderci tutte le figurine di Francesco Totti. Poi salutammo Lorenza e ripartimmo con l'intento di riprendere l'autostrada verso Imola.
Il pischello della Roma!
Prima di uscire da Modena fummo folgorati da una visione fantastica: su un campetto di calcio un pischelletto stava giocando a pallone con la maglia giallorossa di Totti! In un battibaleno il Mommy ed il Turco scesero dalla macchina per conoscere di persona quel giovane intenditore di football. Al nostro sopraggiungere il giovane fu anche un po' spaventato, ma poi fu ben felice di scattarsi con noi una foto che sarebbe entrata negli annali. Lui è quello al centro, a sinistra c'è il Mommy (anch'egli con la maglia della Roma) e a destra il Turco. A suggellare il tutto ancora una volta la sciarpa giallorossa.
Ad Imola sostammo qualche minuto, poi ripartimmo verso Rimini. Appena raggiunta Faenza, però, fummo attratti da un palazzetto dello sport, dove con nostra sorpresa venimmo a scoprire che stavano giocando Lineltex Imola contro Benetton Treviso. Riuscimmo a penetrare a scrocco nell'impianto e a seguire gli ultimi tre minuti dell'incontro di basket. Tutti felici poi arrivammo a Rimini, dove cenammo da "Il Baffo", vedemmo il palazzetto del basket (e quattro!) e perdemmo il concerto di Carmen Consoli per una manciata di minuti. Lì dormimmo in un altro squallido albergo (tra gaffe vergognose alla reception).
GIORNO 4: Rimini - San Marino - Pesaro - Ancona - Roma
L'ultimo giorno di vacanza cominciò con una gitarella alquanto triste a San Marino. Ancora peggio fu quella a Pesaro, dove però completammo la nostra visita ai templi del basket settentrionale con il campo di gioco della Scavolini (scandalosamente brutto). Da lì raggiungemmo Ancona, dove ci incontrammo con un'amica del Cico al tempo dell'estate allo Julia (si sappia che il Cico non ha voluto darmi la foto con lei). Ci portò a pranzare e poi lasciammo anche la città marchigiana per fare finalmente ritorno a Roma. Il tour finì così.