Home > Aneddoti > Gallipoli 2001
Gallipoli 2001
Baia di Gallipoli
La meta della nostra vacanza del 2001 fu per l'ennesima volta il campeggio Baia di Gallipoli nei pressi della cittadina del Salento. Lì avremmo incontrato Junior e altri del Gruppo Damigiana. A partire da Roma furono il Cico, il Pisky, il Checco, il Turco, la Chiarotta e il Cacco. Quest'ultimo però raggiunse la famiglia ad Otranto dandosi il cambio con il Mommy, che venne con noi. Il Turco e il Pisky decisero di fare il viaggio di andata in autostop, lasciando gran parte dei bagagli agli altri quattro che invece sarebbero partiti in macchina la mattina dopo. L'idea era esaltante, anche se nulla venne preparato a tavolino e i due sperarono di riuscire a raggiungere Gallipoli sani e salvi e in almeno un paio di giorni.
Formazione giallorossa
Ritrovatici tutti quanti in campeggio, riuscimmo a beccare il Gruppo Damigiana (tra cui Junior, Bizo, Fante e Marione) e montammo le tende vicino a loro. Come sempre una era l'Apollo del Mommy, mentre la seconda era quella mezza ammufita del Pomata (che nel frattempo stava scalando le Dolomiti). Nel giro di pochi istanti riempimmo la zona di bandiere e vessilli giallorossi in onore dello scudetto appena vinto. La foto a destra, che si riferisce ad una serata di qualche giorno dopo, documenta il grado di romanità della piazzola. In piedi da sinistra a destra abbiamo il Pisky, il Cico e il Turco, in basso il Mommy e il Checco. La bandiera a quadrettoni è del Cico, mentre sulla destra c'è quella del Turco. I cori romanisti furono una costante per tutta la vacanza, tant'è che un laziale accampato là vicino cambiò posto dopo due giorni.
Mommy e Checco ronfano
Se nelle altre vacanze in campeggio passammo molto tempo a ronfare, questa volta superammo ogni limite. Nell'immagine un Mommy in posizione alquanto orrida ha addirittura aperto gli occhi per ammiccare in modo estremamente sexy alla macchinetta fotografica, mentre accanto a lui il Checco è perso nel mondo dei sogni. Tuttavia chi vinse il premio di ronfone della vacanza fu probabilmente il Cico, che riuscì a spaccare il sacco a pelo chiuso in tenda in orari e con temperature quantomeno proibitive. Per fortuna che in quei momenti a conciliare il sonno c'era sempre lo stereo del Mommy. L'album più richiesto fu "Gli anni '70" di Battiato, qualcosa di veramente eccezionale.
Mommy e Cico in piscina
Tanto per cambiare la piscina fu uno dei luoghi più gettonati del campeggio, anche perché di arrivare fino alla spiaggia non ci andava affatto (la nostra pigrizia aveva reso irrilevante la presenza della macchina del Mommy). Mentre oziavamo sulle sdraio ogni tanto arrivavano gli animatori napoletani a romperci le palle, oppure passavano quelle due immense fregne delle animatrici. La piscina era piena all'inverosimile, ma questo non impedì ai più temerari qualche sporadico bagno. Qui abbiamo il Mommy (a sinistra, con la bandana della Roma a mò di cuffia) e il Cico (a destra), che, come si può vedere, per il suo enorme peso stenta a rimanere a galla. Nel bar adiacente ritrovammo Laura e la sua famiglia, tra cui Explorer che nel giro di due anni era cresciuto di 80 cm, al punto che il nuovo soprannome (sentito da un romano) fu "Sarchiapone". La sua stupidità era invece peggiorata, visto che questa volta non dovemmo intervenire noi per farlo piangere, ma ci pensò il fratello Manuel.
La seconda sera il Checco, la Chiarotta, il Pisky e il Turco, già abbastanza ciucchi, andarono a ballare all'Oasi, localino sulla spiaggia parecchio trendy. La Chiarotta riuscì a scroccare quattro Cuba Libre al bancone, poi cominciò ad essere presa di mira da un napoletano. Non ebbe problemi a disfarsi del partenopeo, ma i guai sopraggiunsero quando si riuscì a rimorchiare involontariamente una lesbica che aveva l'intenzione di portarla a farsi un bagno con lei a tutti i costi. La resistenza della Chiarotta ebbe la meglio solo quando intervenne il Pisky in soccorso. Dopo un po' e con un tasso alcolico elevato nel sangue, decidemmo di recarci a Gallipoli per mangiare qualcosa. La Chiarotta ebbe modo ancora di dare spettacolo crollando sugli scogli nel tentativo di capire dove fosse la strada. Il Checco guidò fino ad un chiosco, dove si dimenticarono di farci pagare due panini. Forse per i postumi di quella serata, la Chiarotta si ammalò pochi giorni dopo e fu costretta a tornare a Roma. Che tristezza.
Urlatore
Una mattina poi il Pisky ci disse di essere stato svegliato la notte prima da un urlo sovrumano. Non facemmo molto caso a quelle parole, ma la sera successiva, mentre stavamo per addormentarci, sentimmo lo stesso grido provenire da una tenda vicina. Scoppiammo a ridere e scoprimmo che l'urlatore matto era uno dei nostri vicini, in vacanza con altri due amici. Da quel momento ogni notte aspettavamo per addormentarci l'ormai famosissimo urlo, fomentando sempre di più i tre mentecatti. Prima della partenza l'urlatore ci concesse anche una foto. Eccolo qui al centro dell'immagine, con il Pisky a sinistra e il Cico e il Checco a destra, nell'atto di emettere il suo incredibile richiamo. E' impossibile spiegare a parole la straordinarietà di quel grido.
Turco col sosia di Samuel
Nel frattempo iniziammo a vedere in giro per il campeggio dei sosia di personaggi famosi, tra i quali quello di Walter Samuel. Gli chiedemmo una foto per ricordo (sulla falsariga del Totti di Gallipoli '97), scoprimmo che era un tifoso della Reggina (unica squadra gemellata con la Roma) e che si sentiva più simile a Lupatelli che a Samuel. Forse il dettaglio dell'immagine a destra con il Turco non permette di comprendere la somiglianza, ma il fotomontaggio a sinistra (al sosia ho aggiunto i capelli e ho ridimensionato il pizzetto) non lascia dubbi all'affinità fisionomica dei due.
Samuel e sosia a confronto
Comunque qualche giorno dopo ci raggiunsero in campeggio anche Bianca e Manu, appena tornate dalla vacanza in Spagna. Uno dei capi del villaggio provò prima a dire che il posto nel camping era esaurito, poi che avrebbero dovuto versare la quota per minimo otto giorni (quando invece sarebbero rimaste solo quattro) e poi alla fine crollò e permise loro di entrare e pagare il giusto, convinto dal Turco che tanto non avevano neanche la tenda. Ovviamente era una cazzata.
Tutti a vedersi il match
Intanto cercavamo di rimanere aggiornati sulle vicende relative al ritiro della Roma in Austria. Il fomento in noi cresceva sempre di più, soprattutto quando venimmo a conoscenza dei numeri che stava compiendo Cassano nelle amichevoli pre-campionato. Per questo quando la squadra giallorossa dovette giocare con il Galatasaray, cercammo in tutti i modi di seguire la partita in TV. Di accendere il televisore al bar non se ne parlava minimamente, così quando ormai eravamo quasi rassegnati, la mitica Maria ci permise di prendere la televisione dei suoi e di portarcela in tenda. Eccoci intenti a seguire l'incontro: in prima fila da sinistra c'è un romanista intrufolatosi a metà gara, quindi il Mommy (coperto completamente), il Cico e Maria. In seconda fila il Pisky e il Checco. La Roma pareggiò allo scadere con Batistuta. Maria grazie di cuore!
Altra foto giallorossa
Poi, visto che forse nessuno aveva capito che eravamo tifosi giallorossi, una sera decidemmo di andare in giro tutti quanti con le maglie della Roma. La foto documenta il momento appena dopo la vestizione: in piedi da sinistra abbiamo Pisky/Candela, poi Cico/Montella (da napoletano qual'è...) e infine Turco/Samuel. In basso invece ci sono Mommy/Totti (la maglietta l'aveva messa durante il viaggio per il campeggio e non l'aveva lavata: l'olezzo era indicibile!) e Checco/Totti con un'altra maglia del Mommy, visto che la sua era rimasta a Roma nel negozio dove l'aveva comprata perché dovevano cambiargliela per i danni fatti mettendo nome e numero. Comunque quella sera fu psicologicamente devastante: chiunque ci vedesse si fermava a parlare con noi di Roma e di calcio, al punto che alla fine avevamo quasi la nausea per il football.
Foto con Gabriele
Alla fine arrivò anche il giorno di Ferragosto. La sera non facemmo nulla di particolare, ma fu la giornata più divertente perché restammo tutto il tempo a chiacchierare con Bizo, il Fante e gli altri del Gruppo Damigiana. Poi a rendere il tutto a dir poco esaltante comparve dal nulla Gabriele (nella foto con Turco, Mommy, Cico, Checco e Pisky), che era stato presente con noi nella vacanza a Gallipoli del 1999. Fu lui a cominciare un "one man show" che andò avanti per ore tra racconti e battute incredibili. Tra le uscite migliori ricordiamo quando accarezzò la panza del Marione dicendogli: "Ah Mariò, ma che c'hai qui dentro, un'enoteca?" e poi aggiungendo: "T'ho detto mille volte che il cocomero lo devi tajà a fette e non magnattelo intero". La storia più divertente fu quella di un alimentari che lui conosce dove i prezzi sono stellari. Per questo motivo lo chiama Bulgari, mentre i nomi dei proprietari, Alfredo e Natalin, sono diventati "Alfrego" e "Ladralin". Poi Gabriele si chiuse lentamente, riproponendosi ogni tanto con qualche canzone del Galopeira. Assolutamente spettacolare.
Foto di gruppo
Il giorno successivo l'idea generale era quella di andare a vedere il concerto di Max Gazzè, Paola Turci e Carmen Consoli a Lecce a cui si sarebbero uniti anche il Cacco e altri suoi amici. Il Turco, estraneo a cotanta commercialità musicale, e il Checco decisero invece di andare a mangiarsi una pizza. La difficoltà nel reperire i biglietti e il fascino dell'alternativa convinsero tutti i quanti a recarsi all'Horus, un bel locale vicino Otranto. Nella foto ecco gran parte del gruppo di quella sera: da sinistra a destra abbiamo il Cico (con un'espressione eccezionale), il Checco, Manu, il Pisky, il Cacco, Sabizio, Michele, Limone (c'era pure la sorella Stefania, qui non presente) e Pamela.
Tutti all'Horus
Nel locale facemmo una tavolata impressionante, come dimostra l'immagine a destra con il Turco, il Pisky (con in mano quella che dovrebbe essere la card di Cafù al derby), Pamela a capo tavola, Limone, il Cacco, il Cico e il Checco. Tanto per cambiare dopo poco partirono cori giallorossi a tutto spiano, tra litri e litri di birra, e più di una volta fummo richiamati all'ordine dal personale del posto.
Limone, Cacco e Cico
Il Cacco, ancora una volta, tentò di dimostrare la sua resistenza alcolica scolandosi in due secondi una chiara media, ordinandone un'altra e poi impiegando tre ore a bersi quest'ultima, ormai già ampiamente ubriaco. Eccolo qui a sinistra che mostra la sua solita verve oratoria dando lezioni di vita a Limone e al Cico. Al di là di queste patetiche scene, la cena fu indimenticabile, tra pizze enormi e chele di granchio sublimi. Finalmente, dopo una settimana di fame, facemmo un pasto degno di questo nome.
Foto con la cameriera dell'Horus
Tra l'altro il locale era fornito di una cameriera assolutamente spettacolare e con la scusa di una foto ricordo le se gettarono addosso in cinque. Ecco al centro dell'immagine la suddetta pulzella (che purtroppo non appare in tutta la sua spettacolarità), a sinistra Sabizio in una posizione che a me sa tanto di commedia napoletana, mentre a destra ci sono in ordine Michele, Mommy, Cacco e Pisky. Come si può vedere l'arredamento del locale richiamava l'antico Egitto (da qui il nome Horus), ma questo ha poca importanza: l'ho scritto solo perché la foto è in verticale, occupa spazio e non so cos'altro raccontare. Comunque prima di uscire da lì eravamo già tutti belli ciucchi andanti. Evidentemente il Turco aveva avuto ragione a preferire una bella mangiata al tristissimo concerto in programma. Dopo la pisciata d'obbligo, alla fine riuscimmo ad andarcene dal pub per dirigerci verso le macchine.
Mommy
Lì fuori, in una situazione generale di assoluta esuberanza, si susseguirono scene abbastanza assurde. Il Mommy fu il grande protagonista: fotografò gente buttandosi per terra, abbracciò un po' tutti e alla fine si fece ritrarre in questa posizione dove sta avendo un rapporto orale con lo stemma della Mercedes su una macchina parcheggiata lì fuori. Recuperato un minimo di lucidità ci spostammo alla pista di kart di Otranto per una gara tutti contro tutti. Durante l'attesa in fila, per fare qualcosa di nuovo intonammo cori romanisti a tutto spiano, riuscendo addirittura a far rosicare quello che quasi sicuramente doveva essere un tifoso juventino. Poi finalmente scendemmo in pista dove il Turco stracciò con facilità la concorrenza. Il Cacco, che aveva dichiarato di conoscere alla perfezione il tracciato, fece come al solito una magra figura. Quindi ce ne andammo e, conclusa una passeggiata per il centro di Otranto, tornammo in campeggio.
Ricevuta del campeggio
Il 18 poi lasciammo il campeggio, ma quei deficienti si scordarono che il Pisky e il Turco avevano dato solo 50 mila lire di acconto e non li fecero saldare, cosicché si risparmiarono la bellezza di 120 mila lire. L'immagine a destra è quella della ricevuta con evidenziato in rosso il totale che avremmo dovuto versare. Prima di andare alla stazione ci recammo al camping di Otranto dove soggiornava il Cacco, che nel frattempo era riuscito a tagliarsi un gomito, intento a pogare mezzo ubriaco in discoteca. I dettagli di quella vicenda furono a dir poco ridicoli: per evitare di offrirlo al pubblico ludibrio eviterò quindi di riportarli. A sera salimmo sull'espresso per Roma e il viaggio fu incredibilmente riposante, abituati ormai com'eravamo alle trasferte con lo speciale per seguire l'A.S. Roma in Italia.