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Gallipoli '97
Baia di Gallipoli
Per l'estate del 1997 si riuscì per la prima volta ad organizzare una vacanza in Puglia. Il Mommy, il Pinna ed il Belva erano già da qualche giorno nel campeggio "La vecchia Torre" in quel di Otranto, in compagnia di Giada, vecchia amica del Mommy. Da Roma, appena passato Ferragosto, partì il resto del gruppo composto dal Pomata, il Barba (che dovette abbandonare tutti due giorni dopo), il Pisky, il Turco, il Checco ed il Cico, dopo una nottata in treno passata in compagnia di tre ragazze islandesi conosciute per sbaglio. Il primo giorno fu dedicato a cercare una sistemazione diversa, perché quel campeggio non vedeva di buon occhio un numero così nutrito di ragazzi, come se avessimo potuto in qualche modo fare troppo casino. Dopo un lungo girovagare il gruppo decise di fermarsi al Baia di Gallipoli, dove già erano stati il Pomata e il Turco l'estate precedente.
Foto di gruppo
Purtroppo, visto che era già passato Ferragosto, il campeggio era semideserto. L'unico elemento di compagnia esterna fu rappresentato da due famiglie di napoletani, in vacanza insieme. Le figure migliori erano Gianfranco e Vincenzo, che ogni sera lasciavano moglie e figli per venirsi a divertire con noi. Nella foto di gruppo possiamo vedere il Mommy in maglia rosa, poi nella fila in piedi sulla panca il Pisky, Gianfranco, Giada, il Checco e in basso il Turco, il Pinna, il padre di Gianfranco e il Belva.
Checco e Turco se la dormono
La vita in campeggio si orientò da subito verso la filosofia del "Nun c'ho voja de fa' un cazzo". A testimonianza di ciò, ecco nell'immagine a sinistra un Checco ed un Turco in coma profondo sulle sdraio a bordo piscina. La giornata tipo era articolata così: ci si alzava verso le undici-mezzogiorno, ci si recava al market a comprare the alla pesca, una scatola di plasmon
Pinna in assetto Paperon de' Paperoni
il Corriere dello Sport, poi si andava in piscina per restare sdraiati al sole fino a sera. Ovviamente nessuno aveva la forza per raggiungere la spiaggia distante quasi una ventina di minuti a piedi. A dire il vero nessuno aveva neanche la forza di muoversi dalle sdraio, tranne per mangiare o per fare qualche tuffo. Nella foto a destra il Pinna si esibisce in un tuffo alla "Paperon de' Paperoni".
Mommy, Pinna e Pisky
Comunque spesso la piscina era anche il luogo di ritrovo delle nostre serate, soprattutto perché non avevamo una macchina per lasciare il campeggio. Nella foto possiamo ammirare da sinistra a destra il Mommy, il Pinna e il Pisky in una posa molto cattiva, più sollecitata dalla situazione psicofisica dei tre che dalla loro volontà ad apparire così. Per fortuna che con noi spesso c'erano anche Vincenzo e Gianfranco, pronti a lasciare nei bungalows moglie e figli pur di venire a fare un po' di casino con noi.
Foto con Laura
La piscina era attigua al bar in cui lavoravano Laura e i suoi fratelli. I due più grandi non c'erano quasi mai, quello più piccolo era odioso a livelli indescrivibili, tanto da riuscire a stare sulle palle a tutti nel giro di un quarto d'ora. Tra l'altro era anche bruttissimo per avere solo dodici anni, e fu soprannominato Explorer perché assomigliava all'alieno dell'omonimo film. Era anche così stupido da non saper utilizzare neanche una macchinetta fotografica, visto come ha scattato la foto che ritrae da sinistra a destra il Turco, il Pinna, Laura, il Mommy ed il Pisky.
Belva, Mommy e Pinna
La sera ci si dedicava regolarmente al dio Bacco, facendosi piuttosto male con le quantità di Vino presenti. Le conseguenze erano immaginabili, come dimostrano nella foto il Belva, il Mommy e il Pinna. E' difficile ricordare se in questi momenti erano presenti anche i napoletani o due giovani ragazzine conosciute in piscina: Saretta e Aloisia la tigre della Malesia. Comunque a forza di Vino, Corriere dello Sport e altre cazzate varie, i soldi ben presto cominciarono a scarseggiare. I pasti venivano saltati alla grande, ma ben presto la situazione divenne insostenibile. Tuttavia l'animazione del campeggio, la mitica Hakuna Matata,
Arca di Noè
organizzò una caccia al tesoro che aveva come premio un bel metro di pizza. Iniziammo tutti a mettere il massimo impegno nella gara, tant'era la fame in quei giorni. Alla fine vincemmo nonostante un'arca di Noè scandalosa costruita con la Gazzetta dello Sport (nella foto) e nonostante Explorer avesse svelato a tutto il campeggio la soluzione di uno dei giochi risolto alla grande dal Pinna.
Un momento dello sketch
Prima della vittoria ci dovemmo esibire anche in uno sketch di cabaret inventato da noi. Così rappresentammo "La suocera", scenetta scandalosa ed incomprensibile. In pratica la storia era questa: il Belva e il Mommy si erano sposati (uno dei due ovviamente faceva la moglie) e c'era una festa a casa loro (ballavamo a tempo di hardcore con lo stereo sul palco). Poi arrivava la suocera (Pinna) che sbroccava per qualche motivo. Nella foto a sinistra la si può vedere mentre sbraita contro gli invitati (ha la parrucca gialla e la gonna), con il Belva che cerca di contenerla e il Mommy che segue da una parte la scena. Si andava avanti ad urlare per ore, finchè non entrava in scena il Turco che,
Presentazione degli attori
con un boccione di Vino in mano, diceva: "Alla fine la morale è questa: con una boccia di Vino siamo tutti amici". Lo sketch finiva così tra i pochi applausi del pubblico basito. Nell'immagine a destra ecco il momento in cui l'animatrice presenta gli "attori". Da sinistra a destra abbiamo: Cico, Belva, Mommy, Pomata, Pisky, Checco, Turco (ancora col boccione in mano) e infine il Pinna.
Foto con Garella
La vacanza proseguiva con partite di calcetto sul campo scandaloso del campeggio. La partita che passò alla storia fu quella in cui il Mommy giocò scalzo riuscendo a battere la squadra del Pinna. Quest'ultimo iniziò a rosicare già in campo, dicendo che non poteva giocare tranquillo perché aveva paura di far male all'amico senza scarpe. A distanza di anni quella partita viene tirata fuori ogni volta che bisogna dimostrare il grado di rosicamento del Pinna. Tra i napoletani grosso successo ebbe il portiere detto Garella, qui ritratto in foto insieme al Turco, il Pisky, il Pinna e il Mommy e insieme all'amico pallone. Da notare la posizione di Garella che dimostra la sua esperienza come portiere, quella scultorea del Mommy e l'immancabile boccia di Vino.
Totti
Un altro dei napoletani famoso per le sue partite a calcetto fu quello definito da noi Totti, per l'incredibile somiglianza con il "bimbo de oro". La foto sembra proprio quella del numero 10 giallorosso, tant'è che il Mommy si fece fare persino la dedica sul retro dove si possono leggere queste straordinarie parole: "All'unico vero 'calciatore'. A Mommy con stima da Totti".
Pisky e Turco
Mentre i giorni passavano, la piazzola dove era stata montata la tenda (il mitico Apollo 13 del Mommy) cominciava a diventare una discarica, con scatole di biscotti, bocce di Vino vuote, calzini e mutande in giro. Insomma era un vero schifo e qualcuno cominciò ad esprimere il suo malessere, come il Pisky ed il Turco nella foto. Da notare i panni stesi dietro di loro. Addirittura Pasquale, uno dei capi del campeggio, ci pregò di ripulire tutto prima di ripartire. Ovviamente il giorno che lasciammo il camping ce ne sbattemmo alla grande di quanto ci aveva detto.
Foto di gruppo
Il legame con i napoletani diventava sempre più stretto: nella foto uno di loro con il Turco, il Pisky, il Pinna ed il Mommy. Anche l'animazione ora passava le giornate con noi ed eravamo diventati inseparabili. Ne sa qualcosa il Belva che ebbe una breve ma intensa storia con l'animatrice Claudia, di cui ne fu testimone il campo di tennis. Gli animatori pernottavano nelle roulotte vicino alla pizzeria e capitò più volte di passare dei pomeriggi lì a scroccare qualche piatto di pasta, giocare a Burraco o discutere sulla boiacca e i suoi risvolti sociali.
Pisky e Turco nel portabagagli
Gianfranco una sera, andando contro i voleri della moglie, decise di portarci fuori in macchina a fare una passeggiata in città. Molti di noi erano già belli brilli, ed il viaggio fu qualcosa di esaltante. Il Pisky ed il Turco furono costretti ad accomodarsi nel portabagagli, ma tanto erano già troppo ubriachi per accorgersi della scomodità del posto (nella foto). Arrivati a Gallipoli cominciammo a girare tutti i localini del posto, scappando via ogni volta aver fatto le ordinazioni. In un chiosco da quelle parti riuscimmo a scroccare anche qualche crepe al cioccolato.
Gianfranco in posa mentre guida!
In quest'altra foto sono invece il Pomata ed il Pinna che danno spettacolo, nell'ilarità generale. Per capire quanto fosse bruciato Gianfranco, bisogna precisare che quello sulla sinistra è proprio lui, in posa mentre sta guidando la sua station wagon a circa 90 km all'ora sulla strada per Gallipoli: un folle scatenato. Anche il Belva risultò in gran forma (a destra), evidentemente entusiasta per i suoi successi amorosi,
Belva
di cui abbiamo già parlato. La sua conquista avvenne dopo giorni di delusioni cocenti. La peggiore tra queste fu quando, in una discoteca in cui imboccammo con un boccione di Vino, incontrò per caso la sua vecchia fiamma di Roma: Federfica. Quando lui le propose di "farsi un giretto", lei lo dribblò con nonchalance rifugiandosi dallo pseudo-ragazzo. In seguito a tentati suicidi per amore, vanamente aiutato in questi dal Pomata, il Belva, per conquistare la suddetta animatrice, alla fine approfittò dello stato generale di ubriacatura al termine di un'indianata indimenticabile, condotta magistralmente da Rossano del supermarket. Bacco ci voleva bene già a quei tempi. La serata con Gianfranco a Gallipoli fu esaltante, uno dei più fuori di testa che abbiamo mai conosciuto.
Giada e Mommy al bar
Nel frattempo eravamo giunti agli ultimi giorni di vacanza e tra di noi serpeggiava sempre di più la totale fattanza. Una sera, nella nostra più totale incredulità, Giada finalmente decise di uscire dall'Apollo 13 e di partecipare anche lei alla vita sociale del campeggio (nella foto al bar con il Mommy). Poco più tardi, mentre noi eravamo intenti a ballare in discoteca, lei stava facendo le carte a due vecchi seduta ad uno dei tavoli. Intorno le si era ammassata una folla incredibile di curiosi.
Prima della partenza ci fu una delle serate più devastanti della storia, cominciata alle 18,30 con una boccia di Vodka alla pesca. In quelle ore si susseguirono delle scene incredibili, che sarebbero rimaste nella mente di tutti noi negli anni a venire. Il Pisky, memore dei racconti del Pomata, si buttò in piscina con la bicicletta di qualche sconosciuto, tra le risate incontenibili di tutti. Non contento iniziò a pedalare intorno alla piscina a velocità spaventose, fracassandosi per terra alla prima curva sbagliata. Poi in compagnia del Turco, del Mommy e di Saretta andò a vedere le stelle sul campo di tennis là vicino.
Pinna malandrino
Il giorno prima della partenza facemmo un po' di spesa per il viaggio, procurandoci illegalmente dei souvenir del posto. Nella foto il Pinna è ritratto mentre sta staccando, armato di coltellino, il cartello "Lasciate lo spazio di manovra per il pullman", pullman guidato dall'immenso Donato. Altro segnale molto richiesto fu "Divieto di sosta ai margini del viale". Quello fu solo l'inizio dei tanti danni economici che avremmo procurato in futuro al campeggio (tutti ampiamente meritati per la stupidità della dirigenza).
Turco coi biscotti Turco
Prima di partire ci fu ancora il tempo per far piangere Explorer (il Pinna lo fece perdere ad un videogioco) con la sua fuga e la sua conseguente scomparsa per alcune ore. Poi salutammo tutti, mentre il Turco in piscina mostrava una scatola di biscotti "Turco", clamorosamente ubriaco perso alle 15,00 del pomeriggio. Donato ci accompagnò a Gallipoli dove prendemmo l'espresso per Roma. La mattina a Termini venimmo a sapere della morte di Lady Diana. Il nostro urlo di esultanza fece da sveglia a tutti i viaggiatori del treno.