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Lanuvio 2002
Stemma Lanuvio
Domenica 15 Settembre 2002 siamo andati a Lanuvio per partecipare alla XX Festa dell'Uva e del Vino della piccola città laziale. Teoricamente avremmo dovuto festeggiare lì il terzo anniversario della fondazione del SRI FIaschetto, ma purtroppo la gran parte delle persone interessate disertarono (chissà poi per quale motivo) e alla fine partimmo per Lanuvio solo in quattro: il Pomata, il Cico, il Pisky e il Turco. L'appuntamento al Fermi fu fissato relativamente presto in modo da arrivare a destinazione almeno nel tardo pomeriggio e godere appieno della festa. Tuttavia lungo il tragitto incontrammo una fraschetta carica di porchetta, salsicce, mozzarelle e altro ben di dio (Bacco), che ci costrinse ad una sosta mangereccia di circa un'ora e mezza. Così raggiungemmo Lanuvio solo verso le otto.
Pomata e batterista
La piccola cittadina ci apparve subito molto pittoresca e, viste le sue ridotte dimensioni, non ci fu difficile individuare velocemente il luogo preciso dei festeggiamenti. Furono le note di un gruppo di musica popolare a guidare i nostri passi fino alla piazza principale di Lanuvio. Ci incamminammo in una via in discesa e affiancammo la piattaforma da dove il batterista del gruppo stava suonando. Il Pomata iniziò il suo show personale salendo lì sopra e incitando il ragazzo alla batteria (con una posizione che si ripeterà in altre decine di foto di quella serata). Una volta arrivati in piazza ci rendemmo conto che a Lanuvio la concezione di sagra del Vino era ben diversa da quella commerciale e strumentale di Marino: qui c'erano assaggi e robba gratis a volontà e di buon livello qualitativo. Un ragazzo arrivò con una brocca di bianco e ce ne offrì un bicchiere per uno polemizzando con il comune che non aveva offerto uno spazio anche all'azienda di famiglia.
Pomata da un'abitazione
Dopo aver fatto rifornimento decidemmo di fare una passeggiata fomentati dalla gratuitità dei prodotti e dalla bellezza del paesino. Così ci inoltrammo per le viuzze di Lanuvio e scoprimmo una serie di abitazioni davvero pittoresche, incassate le une sulle altre e assolutamente perfette nella loro anarchia edilizia. Il Pomata volle verificare di persona l'altezza dell'entrata di una delle case, affacciandosi dall'archetto di fronte alla porta d'ingresso. La foto a sinistra documenta la grande forma del nostro Presidente in quella serata settembrina. Dopo il giro turistico tornammo verso la piazza principale per cercare qualche evento interessante.
Turco e Pomata se la ballano
In piazza intanto era iniziato il concerto di Ambrogio Sparagna e della Bosio Big Band, che si stavano esibendo di fronte ad un pubblico discretamente anziano seduto ordinatamente davanti al palco. C'erano solo uno o due bambini che accennavano una sorta di ballo. Di fronte a questa situazione piuttosto statica, il Turco e il Pomata partirono in quinta per andare a ballare sotto al palco. Nella foto a destra (scattata qualche minuto dopo) stanno seguendo i passi di una danza popolare fatta da altre persone. Quando però avevano iniziato a ballare intorno c'erano solo bambini. Così appena il Pomata prese sulle spalle il Turco, Ambrogio Sparagna intervenne seccato e li invitò ad allontanarsi per permettere a tutti i presenti di seguire il concerto con tranquillità. A quel punto, per evitare inutili polemiche, andammo a seguire lo spettacolo in piedi tra il pubblico.
Pisky sulle spalle del Pomata
Dopo qualche istante un signore si alzò e ci offrì i suoi posti a sedere schernendo chi poco prima ci aveva allontanato da sotto il palco. Rincuorati dall'appoggio dello sconosciuto, dalla nostra nuova postazione iniziammo a prendere per il culo Ambrogio Sparagna, facendo morire dalle risate una signora seduta proprio davanti a noi. Gli altri vecchi non sembravano altrettanto divertiti dalla nostra presenza, ma di questo non ce ne fregava poi molto. Dopo qualche canzone lo spiazzo davanti al palco si riempì di gente intenta a ballare e perciò anche noi tornammo in pista. Nella confusione ora presente il Pomata potè dare libero sfogo alla sua indole: ballò con il Pisky sulle spalle (nella foto), salì sul palco diverse volte facendosi riprendere dagli organizzatori, quasi uccise i bambini con cui si era messo a danzare. Nel frattempo iniziarono dei balli organizzati che ci lasciarono un po' spiazzati. Inizialmente continuammo nelle nostre danze disordinate, ma poi capimmo che era meglio seguire il resto del corpo di ballo per non essere esclusi dal divertimento. Così il Turco e il Pomata presero parte a quella sorta di ballo a coppie in cui, a rotazione, ognuna di esse passa sotto il tunnel fatto dalle braccia delle altre. Ovviamente il Pomata doveva dare alla cosa un valore aggiunto e iniziò a correre sotto le coppie ad una velocità inaudita, fin quando, inesorabilmente, non cascò per terra insieme al Turco.
Maria Luisa e Francesca
Quando i due si rialzarono, il Pisky si diresse verso di loro per mostrare la persona che aveva incontrato nel frattempo: nientemeno che il Boccia! L'esultanza fu incontenibile e simile a quella di Marino l'anno precedente. Il Boccia era arrivato insieme all'immancabile ragazza Francesca e ai suoi amici. Le nostre danze finirono lì perché ovviamente a quel punto era molto più divertente farsi due chiacchere con dei vecchi amici. Con nostra grande felicità venimmo a sapere che il Boccia e Francesca avevano deciso di sposarsi e che le nozze erano già state fissate per il maggio successivo. Accompagnati da dell'ottimo Vino bianco rimanemmo a chiacchierare per diversi minuti del più e del meno. Nella foto si possono ammirare Maria Luisa (a sinistra) e Francesca (a destra), colte nel vivo della discussione.
Pomata nella fontana
Poi il Turco ricordò al Pomata la splendida fontana della piazza che avevamo visto appena arrivati. Una luce si illuminò negli occhi del Presidente che partì di soppiatto per andarsi a tuffare in quelle gelide acque. Eccolo in tutta la sua classe mentre mostra la sua tradizionale posizione da fomentone, immerso completamente nella fontana. Da lì ci indirizzammo verso altri stand che prima non avevamo notato con l'intento di scroccare altro Vino. Tuttavia a rovinare momentaneamente la festa arrivarono due poliziotti che ammonirono il Pomata per il suo spettacolino di poco prima. Il Presidente se la cavò con una chiaccierata con la guardia napoletana e poi tornò a chiedere assaggini agli standisti entusiasti. Rimanemmo lì ancora un po' e poi tornammo verso il palco.
Pomata col sindaco di Lanuvio
Intanto il concerto si era concluso ed era arrivato il momento del rito di chiusura della sagra con il discorso conclusivo del sindaco. Il Pomata volle congratularsi di persona con il primo cittadino di Lanuvio per l'ottima riuscita della festa e si fece anche scattare una foto mentre gli sta stringendo la mano. Finiti i giochi tornammo a chiacchierare con il Boccia, Francesca e i loro amici. Ben presto in piazza rimanemmo solo noi e gli omini delle pulizie. Conclusa l'ultima boccia di Vino capimmo che ormai c'era rimasto poco da fare. Salutammo Boccia e compagnia e ci dirigemmo verso la macchina del Cico.
Pomata con boccia e Pisky che piscia
Evidentemente però il Pomata ancora non era soddisfatto della serata e si intrufolò in una sorta di cantina collettiva. Ne emerse qualche secondo dopo con una boccia di Vino di pregevole fattura, che aveva inculato con assoluta nonchalance. Ricordarsi con chiarezza cosa accadde da quel momento in poi è piuttosto difficile. Da quanto si può capire dalle foto, indubbiamente la maggiore preoccupazione era diventata aprire la bottiglia. I tentativi devono essere stati numerosi se, come si può vedere nell'immagine a sinistra, il Pomata tentò di togliere il tappo sfruttando persino un pezzo di transenna in mezzo alla strada. Qualche metro più in là il Pisky approfittava della sosta per pisciare allegramente.
Esultanza del Pomata
Il tentativo del Pomata non andò a buon fine e ci dirigemmo alla ricerca di un bar. Raggiungemmo il ciglio di una piazza minore dove un gruppo di giovani stava ballando senza tregua. Il Pomata e il Pisky prima si fecero aprire la boccia e poi si diressero nella folla alla ricerca di qualcosa da fumare. Qui il Presidente riuscì ad incularsi una sigaretta e poi tornò entusiasta verso la macchina. La foto a destra testimonia tutta la sua felicità, mentre tiene, nella stessa mano, Bacco e tabacco. A quel punto eravamo pronti per il viaggio di ritorno.
Pomata con tappo e boccia
Le ultime due foto della nostra presenza a Lanuvio documentano il viaggio verso Roma. Nella prima, a sinistra, il Pomata mostra tutta la classe del Vino appena rubato ed esprime la sua incontenibile gioia per essere riuscito a togliere il tappo (che tiene nell'altra mano). Nello specchietto retrovisore è visibile parte del viso del Cico, che tiene il braccio sul volante come un vero pilota di provata esperienza. Nella seconda foto, a destra, il Pisky è immortalato poco prima di ingerire il fluido nettareo offertoci da Bacco. Il ritorno a Roma fu assolutamente tranquillo, o almeno questo è ciò che ricordo. La sagra di Lanuvio è stata una felice sorpresa per noi abituati annualmente solo a Marino. Il Boccia e i suoi amici ci dissero che l'ottima organizzazione del tutto era merito dell'assessore al turismo (o qualcosa del genere), una donna molto giovane piuttosto sensibile a manifestazioni di questo tipo.
Pisky glielo dà
Sicuramente Bacco terrà sempre sotto la sua ala protettrice questa favolosa figura femminile. La nostra presenza alla festa ci ha riempito di soddisfazione e di certo non è passata inosservata. Ho avuto modo di rivedere il Presidente nella forma che lo ha sempre contraddistinto e che ultimamente sembrava un po' appannata (anche se, per amore di verità, me lo ero perso in campeggio). Dopo quella sera Lanuvio sicuramente diventerà uno dei nostri appuntamenti fissi ogni anno.