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Sagra dell'uva 2000
Il primo Ottobre 2000 siamo stati presenti, come da tradizione, alla 76ma Sagra dell'uva di Marino. Il Pomata ci aveva assicurato che quello sarebbe stato l'ultimo giorno della festa, con tanto di carri allegorici e "fontane che danno Vino", ma in realtà mancavano ancora due settimane. Di seguito è riportato un resoconto della serata fatto da Skillo in una mail indirizzata alla Mica... N.B. Il Presidente ovviamente non è altri che il Pomata.
Manifesto Sagra
"Già dalla formazione di partenza, capirai subito la tensione che regnava tra i membri del Sacro Romano Impero del Fiaschetto, come un presagio della sgravata che di lì a poche ore ci avrebbe allietato tutta la notte. All'appuntamento, infatti, siamo venuti a conoscenza del fatto che insieme al Presidente, sarebbero venute tali due francesi (femminile) amiche del medesimo: di queste due siamo subito stati informati riguardo la loro storturia, che unita alla potenza del Presidente avrebbe sicuramente reso esplosiva la serata. Non ti dico che "cofani" che ci si sono presentati davanti.
Stemma Marino
Comunque, carichi di buone speranze, e dopo un ballottaggio su chi dovesse caricarsi in auto il Presidente (noto per la sua costante azione di disturbo al guidatore...), siamo partiti. Arrivati a destinazione, con un certo senso di malessere ci siamo accorti che i burini di Marino avevano organizzato un concerto di Fausto Leali: non ti dico la pesantezza.
Marino
Quindi, una volta aquistata la materia prima (NATURALMENTE IL VINO), ci siamo diretti verso un luogo meno commerciale. E chi ti siamo andati a pizzicare? Nientemeno che il Favella, con tutto il seguito di tossici. Ci siamo così aggregati a loro e abbiamo aperto le danze stappando il primo "bimbo" da cinque litri (in verità il Presidente si era già sdraiato una boccia da un litro durante il viaggio...).
Marino
A mano a mano che il livello alcolico saliva e cominciava ad alzarsi una caciara che sormontava il concerto del Tizio, varie comitive di altri estimatori di Bacco cominciavano ad unirsi a noi; ci stavamo tagliando dalle risate tanto che il senso di presagio che ti ho detto prima mi aveva quasi abbandonato, quando all'improvviso (e di soppiatto come quando al campeggio si è buttato in piscina) mi giro e vedo il Presidente arrampicato su un cancellone alto 3-4 metri; individuato subito da un vigile, dopo numerosi inviti alla fine sono riusciti a farlo scendere, ma questa era solo la prima avvisaglia della tempesta che stava arrivando...
Marino
Nel mentre le due francesi, che evidentemente non reggevano un dito di Vino (non sono d'accordo: quelle sono matte di natura, ndTurco), erano arrivate ad un livello tale di storturia che per divertimento si rotolavano per terra. Intanto erano arrivati anche il Caccia e il Cerqua, ed eravamo diventati così tanti che la scalinata, ogni volta che veniva intonato un coro, sembrava lo stadio Olimpico al derby. Tutto questo fomento deve essere stata la scintilla finale per il Presidente che ha cominciato a folleggiare tra la gente; personalmente l'ho visto condurre un simil-trenino dei più imbriachi, che alla fine ha finito per coinvolgere tutta la piazza.
Fuochi a Marino
E' arrivato poi il momento, per il Presidente, del salto ad ostacoli (evidentemente fomentato dai Giochi Olimpici...) solo che gli ostacoli sono stati i malcapitati seduti sui gradini davanti a noi... e in uno di questi salti è stato coinvolto (suo malgrado, in quanto è stato letteralmente lanciato dal Presidente) il Pinna, che, riportata una contusione alla spalla, che se non fosse stato imbriaco, lo avrebbe fatto svenire dal dolore (personalmente ho sentito le vibrazioni dell'impatto a due metri di distanza), ha deciso di abbandonarci alla follia del Presidente e se n'è tornato a casa: "Decisione non fu mai più saggia!".
Marino
Pochi minuti dopo, il Presidente (il soggetto è quasi esclusivamente lui, l'hai notato? che strano...), che in fatto di danni ha la vista più acuta delle aquile, ha individuato una squadra di netturbini con al seguito due di quei mezzi con le spazzole che servono a pulire la strada; manco a dirlo è subito passato all'azione. Infatti si era messo in testa di prendere possesso di uno di tali mezzi, e così bello bello (o locco locco come dice mi' nonna...) lo ha assaltato da solo; purtroppo gli spazzini non erano molto d'accordo, e così quando lo hanno visto appeso alla maniglia della portiera nell'intento di scardinarla, il più facinoroso tra loro ha dato due sberle al Presidente, il quale, dopo aver realizzato (data la storturia con un quarto d'ora di ritardo...), era intenzionato a contraccambiare, senonché siamo andati a riprenderlo il Pisky ed io.
Fontana dei Mori
La folla visto l'accaduto, e siccome il Presidente era ormai stato eletto "Giullare della corte di Marino", ha subito intonato cori di sberleffo nei confronti del netturbino manesco, tipo (per dovere di cronaca sono costretto a riportare anche questo anche se è un po' volgare): "Scopa, scopa, che tu moglie sta' a scopà! Sta' a scopà!".

[...]

Passata anche questa, il Presidente si è ricordato che l'anno scorso si era tuffato nella fontana, e così nel tentativo di rispettare quella che lui chiama una tradizione, si è incamminato verso la stessa insieme ad una delle francesi più matta di lui. Arrivato, dopo essersi spogliato, e dopo aver pisciato da una balaustra in testa a dei passanti (che evidentemente pensavano che fosse pioggia acida in quanto non hanno reagito) alla fine si è buttato; immediato pure qui è stato l'intervento delle forze dell'ordine che li hanno subito invitati ad uscire.
Altra fontana
Questa richiesta fu esaudita, a seguito di varie minacce e dopo avergli detto che se ci riprovavano sarebbero stati arrestati (in tutto questo, pure il Mommy, impazzito, ha cominciato a chiedere al brigadiere che era intervenuto se si poteva tuffare anche lui con un "Dai, dai ,dai ,dai..." da mandare in tilt qualunque cervello). Allontanatesi le guardie, la francese, come se niente fosse, ha preso e si è ributtata, è salita cavalcioni su una statua per farsi fare una foto dalla cretina della sua amica, e ha distrutto un pezzo della fontana.
Marino
Due nanosecondi dopo veniva condotta all'interno del cellulare della polizia che era lì in piazza; il Presidente, che questa volta non c'entrava niente, manco a farlo apposta non ha voluto essere da meno; e così con la scusa di interessarsi a quello che accadeva alla francese, si è diretto verso il cellulare della polizia e si è espresso in questi termini nei confronti di un poliziotto: "Bella COLLEGA, allora che succede!?", e quello: "Ah! Tu saresti un collega? Bene bene, allora vieni con noi in questura!" (veramente gli chiese anche di fargli vedere il tesserino e il Pomata rispose che lo aveva dimenticato in macchina... ndTurco).
Bacco
E così (e questa è la sgravata col botto di cui ti parlavo) il Presidente è stato bevuto con l'accusa di essersi spacciato (davanti a 200 testimoni e più di una volta) per un pubblico ufficiale. Da parte sua sembrava non rendersene conto, tanto che quando lo stavano per portare via, e io mi sono avvicinato per cercare di dargli il cellulare così in caso poteva chiamarci dalla questura, lui mi ha cominciato a dire: "A Skillà , ma non lo vedi che cazzo me stanno a dì questi!? Tutta colpa de quella stronza de francese; solo perché me la so' sfon... (non sò cosa c'entrasse in quel momento, comunque aridaglie!)!" e con tutta la caciara che ha fatto a momenti fà arrestare pure me per intralcio in una operazione di polizia!
Marino
Subito dopo (erano all'incirca le 2:00) sono stati portati in questura e noi, raggiunte le auto, ci siamo diretti verso questa stazione di polizia; solo per arrivarci ci abbiamo messo mezz'ora, perché è situata in uno sprofondo di quartiere periferico. Arrivati abbiamo cominciato a chiedere informazioni, e dopo circa un'ora siamo riusciti a sapere che la francese era stata multata, e dovrà risarcire i danni, mentre il Chiarotti, che in quanto presidente deve primeggiare, si era beccato una bella denuncia riguardo un certo (mi sembra) art. 498 del Codice di Procedura Penale.
Marino
Atteso il loro rilascio fuori dal commissariato (dove intanto il Turco cercava di sedurre con il suo inglese l'altra francese...)(Pomata ti assicuro che non è vero: le stavo solo spiegando la situazione, più o meno... ndTurco), verso le 4.00 abbiamo visto i due finalmente riguadagnare la libertà. Entrambi sembravano totalmente indifferenti (potenza del Vino) all'accaduto: anzi, mentre la francese forse (e dico forse!) era giustificabile perché non capiva un cavolo di quello che gli avevano detto, il Presidente, a cui evidentemente non era bastata, si esibiva prima in uno sfottò generale delle forze di polizia (urlando...), poi assaltando il muro di cinta del commmissariato perché voleva fargli una sorpresa, infine, quando ormai si era quasi deciso ad andare finalmente a casa, in un lancio (evidentemente le Olimpiadi lo hanno folgorato) di una bottiglia piena d'acqua ad una finestra dei piani superiori della stazione di polizia! E qui finalmente si conclude la nostra storia (a meno che non sia successo qualcos'altro in macchina di Vix, dove c'era il Presidente...)".
Beh in effetti qualcos'altro è successo: dopo una ventina di minuti in cui Vix aveva rischiato di uscire fuori di strada con la sua macchina, il Pomata decide di prendere in mano il volante e portare tutti sani e salvi a casa. Senonché ad un certo punto si accorge di non avere più con sè il portafogli e, sicuro di averlo lasciato in questura, torna nuovamente a Marino. Qui mi sembra che abbia avuto una conversazione con qualcuno della stazione di polizia, però non ne sono troppo sicuro. Comunque per la cronaca alla fine raggiunse casa illeso.
N.B. Vix mi ha scritto perché non è rimasta molto contenta dell'ultima parte del resoconto. Ecco il succo del suo reclamo: "Ed ecco i fatti: i vostri informatori, sotto l'ebrezza dell'alcol, hanno raccontato di un'uscita di strada la notte di Marino, ebbene, se fossero stati un po' più lucidi si sarebbero accorti che quella "sterzata" nell'erba era perfettamente calcolata al fine di allargare un po' quella curva estenuante ed era priva di alcun pericolo, ritenendomi offesa spero in una vostra correzione...". Devo correggere il giusto resoconto? A voi le conclusioni.