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Sagra dell'uva 2001
Tanto per non mancare uno dei nostri appuntamenti tradizionali, il 14 ottobre 2001 siamo andati alla Sagra dell'uva di Marino. La festa come sempre è stata straordinaria, peccato che a mezzanotte è intervenuta la polizia a rovinare tutto. Gli scontri che si sono originati non sono affatto giustificabili in una manifestazione come questa e secondo il mio parere la colpa va divisa tra i celerini e il Comune, incapaci di leggere la situazione prima, durante e dopo quanto avvenuto. Questo sulla destra è un articolo, recuperato dalla Mica, che riassume i vergognosi fatti di quella serata, fatti che noi abbiamo vissuto in prima persona. Ricapitoliamo il tutto...
Articolo di giornale
A partire da Roma verso le otto di sera fummo solo io (il Turco), il Pinna e il Pisky, mentre gli altri evidentemente avevano meglio da fare che venire ad adorare il dio Bacco. Lì ci avrebbe raggiunto il Pomata insieme al coinquilino Lorenzo, solo che quando ormai eravamo quasi arrivati a destinazione, mandò un sms con un lapidario "Io non vengo". Nonostante avessimo già scolato la boccia di Vino per il viaggio, la situazione cominciò a farsi tristina. Speravamo con tutto il cuore di incrociare qualcuno di conosciuto alla Sagra. Nessun commento per i disertori, in particolare per il Presidente, che dopo questo affronto è da considerarsi alla stregua di un astemio.

Arrivati a Marino sulle note del coro laziale "Non mollare mai" (ovviamente per prendere in giro i burini biancocelesti), la nostra preoccupazione fu di trovare subito qualcuno che conoscessimo. Pensavamo che non sarebbe stato troppo complicato e infatti fioccarono immediatamente gli incontri: prima un compagno di tennis del Pinna e poi Betta del Pasteur. Si trattava purtroppo di persone con cui non scambiare più di un saluto e allora proseguimmo oltre. Dopo la seconda pisciata (la prima, per sbaglio, di fronte allo zio del Pinna), ci recammo a largo Oberdan, dove l'anno prima il Pomata aveva dato spettacolo. Lì il Pisky ci indicò una persona seduta sugli scalini, che sembrava il Boccia, un vecchio amico dei tempi dello Julia. Io mi gettai subito verso di lui e a un centimetro dal viso feci partire il coro "Boccia, Boccia!" con il Boccia che rimase basito a fissarci per un minuto intero di orologio. Poi si ricordò di noi ed esultò per il fatidico incontro, insieme alla ragazza e alla sorella di questa.

Da quel momento la serata divenne fantastica: scroccammo un po' di Vino dal Boccia, prendemmo altri 4 litri senza pagare e al Belvedere incrociammo anche altra gente del Pasteur, tra cui il Favella, il Patata, il Pecora (con un dito sanguinante) e altri. Poi tornammo dal Boccia e cominciò uno spettacolo incredibile con tutta la gente lì presente. L'alcol che avevamo nelle vene mi permette solo di ricordare flash di balli e cori, pischelli storti come pochi che ci seguivano nel coro "Non mollare mai", canzoni giallorosse, macchine che passavano coinvolte in caroselli tipo Testaccio dopo lo scudetto... In questa situazione a dir poco goliardica, a mezzanotte arrivarono dal nulla una cinquantina di celerini in assetto antisommossa che volevano che ce ne andassimo seduta stante dalla piazza. Allora partirono cori del tipo "Celerino infame" e "Caricamo o no, caricamo sì o no" che la polizia evidentemente prese molto sul serio visto i vergognosi fatti che avvennero da quel momento in poi e che sono riportati nell'articolo.
Nonostante l'opposizione di qualcuno, i celerini riuscirono a spostarci verso il Belvedere, ma sulla strada improvvisamente scoppiarono gli scontri e vennero riempiti di manganellate un ragazzo e una ragazza che erano rimasti più a contatto con la polizia. Allora iniziammo a chiedere agli agenti di fare in modo che li potessimo portare via, ma l'aggressione continuò tra le urla e le suppliche delle donne presenti. Cercammo di bloccare altri che volevano partire per "vendicare" i ragazzi, tra cui il fratello di quello picchiato che sanguinava vistosamente dal naso. Quest'ultimo alla fine si divincolò da me con la forza e in pratica si sacrificò andando a prendere altre manganellate. C'è comunque da dire che il tutto era cominciato perché uno dei celerini, ancora lontano da noi, era partito in quinta assestando le prime manganellate al ragazzo aggredito e dando praticamente il via agli scontri. Se non fosse stato per quell'idiota probabilmente il tutto si sarebbe concluso con uno stato di fermo per il giovane in questione.
In un clima tesissimo in cui rischiammo più volte di beccarci anche noi qualche manganellata, improvvisamente i celerini tornarono indietro verso largo Oberdan da dove provenivano urla e rumori che evidentemente indicavano altri scontri in corso in quella direzione. E infatti anche qui le scene furono molto simili a quelle di prima. Forse esagero dicendo che in alcuni casi mi sembrò di rivivere in prima persona gli episodi del G8, ma fu quello che provai al momento. Poi, dopo altri minuti in cui si alternarono inseguimenti di gruppi di celerini e manganellate ad altri ragazzi, la situazione si calmò con la polizia che in partica creò una barriera sulla strada che porta al Municipio. Fu allora che iniziammo a dialogare con gli agenti e il Pinna andò avanti per un'ora a spiegare le nostre ragioni grazie alla sua incontenibile parlantina. Alla fine della discussione riuscì a farsi promettere dalla funzionaria di polizia che sarebbero stati loro ad occuparsi del ragazzo arrestato. Quindi ce ne tornammo verso casa, tra vasi di fiori e uno che diceva "Sei uomo". La serata finì così.
Cosa dire su quanto accaduto? Innanzitutto la spiegazione per cui ce ne dovevamo andare da largo Oberdan era che occorreva pulire la piazza per il concerto del giorno dopo. Questo però non spiega perché gli agenti che si sono presentati erano in assetto antisommossa. Evidentemente qualcuno voleva mandare via da Marino un centinaio di giovani alticci con le buone o con le cattive. E' normale che un gruppo di persone ubriache possa recare danni materiali, ma i responsabili della Sagra non possono pretendere di risolvere la situazione con la forza dei manganelli. Visto che le stesse persone che prendono certe decisioni continuano a dirmi che viviamo in un paese democratico, questo non è comportamento giusto. E' troppo facile per il Comune di Marino arricchirsi con una festa incentrata sul Vino, nella quale per forza di cose ci si ubriaca, e poi non prendersi le responsabilità delle conseguenze spedendo un manipolo di poliziotti a risolvere la situazione. Le scene di cui sono stato testimone quella domenica non le ho viste neppure nelle trasferte che ho fatto per seguire la Roma. E si trattava di una sagra popolare che in nessun caso, anche sulla base di quanto accaduto nelle scorse edizioni, giustificava tenute antisommossa. C'era per forze di cose la volontà di non perdere troppo tempo con della gente ubriaca, di volersene liberare velocemente in un modo o nell'altro.
Per quanto abbiamo avuto modo di vedere i tafferugli non sono scoppiati, almeno dove eravamo noi, per il lancio di una bottiglia, ma piuttosto per l'idiozia di un mentecatto vestito da celerino che, forse sofferente di manie di protagonismo e pensando di essere al G8 di Genova, è partito da lontano, superando i suoi colleghi per riempire di manganellate il ragazzo successivamente arrestato. E' per colpa sua che dove ci trovavamo noi è successo il finimondo. E' risaputo che in certe occasioni basta che parta uno perché tutti gli vadano dietro, ed è quello che è successo. Non ce n'era assolutamente alcun bisogno. Quando ci siamo trattenuti a parlare con i celerini, hanno cercato di convincerci del fatto che il loro comportamento era stato giustificato dalla situazione, ma, ripeto, alla fine si trattava solo di una sagra popolare. Tra l'altro non posso credere che l'atteggiamento della polizia sia stato legittimo nel momento in cui sono state sequestrate le immagini che testimoniavano i tafferugli. Evidentemente qualcuno si sentiva in una posizione scomoda per quanto accaduto.
Dopo tutta questa digressione, non mi rimane che sperare che il prossimo anno non si ripetano le stesse scene, anche perché non è ciò che Bacco vorrebbe che accadesse ad una festa a lui dedicata. Al di là di tutto comunque ci siamo divertiti parecchio, come d'altra parte accade sempre a Marino.