Home > Aneddoti > Sicilia 2000
Sicilia 2000
Campeggio Castello San Marco
Tanto per cambiare, anche per la vacanza dell'estate 2000 ci riducemmo a decidere cosa fare all'ultimo momento. Dopo svariati casini si optò per raggiungere la Vala in campeggio in Sicilia, dove si trovava in compagnia di amici. La stessa cosa avevano già deciso di fare la Mica e la gemellina Rudy. Il gruppo di partenza, eccetto loro, era così formato: Pisky, Turco, Checco e per la prima volta e a gran richiesta nientepopòdimenoche Skillo. Sul posto li avrebbero raggiunti nei giorni seguenti il Mommy (che nel frattempo, per fare qualcosa di nuovo, stava ad Otranto) e il Pomata (stavolta in treno invece che in bici). Proprio il Pomata prestò la sua tenda (da due persone) ai quattro partenti che così evitarono di alloggiare e dormire per terra. Ovviamente niente fornelletti e cazzatine varie, anche se Skillo trovò il modo di portare pinne ed occhiali, naturamente mai utilizzati in dieci giorni di vacanza. Per la cronaca il campeggio si chiamava "Castello San Marco".
Perché gli altri del SRIF non vennero? Questi i motivi: il Pinna stava facendo finta di lavorare per la Logos, Fabietto stava in Puglia, Cacco a fare il cassiere al PIM e il Cico doveva comprarsi le scarpe nuove.
Foto di gruppo
Dopo un viaggio massacrante in pullman, tra rotture di coglioni di cozze varie e del Cristina, arrivammo a Messina dove ci vennero a prendere in macchina la Vala con alcuni dei suoi amici. In campeggio conoscemmo gli altri. Nella foto (scattata qualche giorno dopo) c'è il gruppo quasi al gran completo, compreso il Mommy. Da sinistra a destra seduti sulla barca abbiamo: Chiara e Tommaso, la Rudy, Enrico, la Vala, la Mica e Skillo (notate quante volte avrà quegli occhiali nelle altre foto...). Seduti per terra invece: Gianni, il Checco, il Mommy ed il Pisky. Il Turco stava scattando la foto mentre il Pomata era già ripartito per le Dolomiti. Assenti nell'istantanea anche Bianca (che già conoscevamo), Arianna e Manuela.
Skillo
Il campeggio non era poi tanto male, ma il problema era che c'erano un po' troppe famiglie, anche intorno alla piazzola dove ci eravamo sistemati. Questo non ci impedì di fare caciara a tutte le ore, ma la situazione era ben diversa da quella a cui il Baia di Gallipoli ci aveva abituato negli anni passati. La spiaggia meritava alquanto, il mare diventava per fortuna subito alto e da lontano si poteva vedere l'Etna spesso incazzato. Nella foto Skillo ce ne dà una dimostrazione insieme ai suoi fidi occhiali. Nella tenda da due stavamo un po' stretti, quanto a mangiare ci arrangiavamo tra il digiuno e i panini del chiosco vicino alla spiaggia. Il Vino ovviamente non mancava.
Isola Bella
Grazie alle macchine di Gianni, Tommaso e Bianca potemmo anche permetterci qualche gita fuori porta. La prima di queste fu la giornata passata sulla spiaggia dinnanzi Isola Bella di cui nella foto c'è una bella veduta. Nonostante il luogo facesse molto "tendenza", la nostra breve permanenza lì fu abbastanza massacrante, soprattutto per il sole che in Sicilia picchia come non mai. Tra l'altro prima di andarsi a buttare in acqua occorreva prepararsi mentalmente a camminare sui ciottoli aguzzi della spiaggia, neanche fossimo il fachiro di Piazza Navona.
Skillo s'è sfondato
Quasi tutti erano in coma sdraiati sui sassi a cercare una posizione comoda, quando Skillo uscì dall'acqua con il viso provato. Tra una bestemmia e l'altra ci fece presente che era riuscito a pestare un riccio e che il dolore era discretamente assurdo. Probabilmente qualcuno si alzò anche per portargli soccorso, ma la maggior parte di noi rimase dov'era, cinicamente divertita per la sventura capitata al laziale. Skillo però non sembrava molto preoccupato, iniziò a dire che non gli faceva più molto male e a scherzare con noi. Il Pisky lo derise con la frase "Ridi ridi che stasera vedi come piagni" con un tono da perfetto vecchio arteriosclerotico. La sera stessa, nell'ubriacatura generale, Skillo si ritirò sofferente a dormire.
Traversata
Mentre Skillo ancora cercava di medicarsi il piede, Enrico partì con la Vala, il Turco, il Checco ed il Pisky per raggiungere a nuoto una piccola spiaggia. Per capire la distanza, nella foto quella al centro è Isola Bella, noi stavano sul lato destro della lingua di terra collegata all'isola, mentre la meta era quello scoglio storto che si vede sul margine destro della diapositiva. La corrente era notevole ed il Turco rimase subito indietro. Arrivato a metà strada salutò e tornò indietro, mentre gli altri tirarono dritto. Dopo mezz'ora arrivarono a destinazione: una piccola spiaggia d'alta classe frequentata da sessantenni aristocratici. Vista la situazione si riposarono due secondi per ripartire subito.
Turco
Il Turco nel frattempo era riuscito tra mille affanni ad avvicinarsi alla riva. Prima di uscire dall'acqua dovette imprecare in quindici lingue diverse a causa dei soliti ciottoli appuntiti, ma poi, appena vide l'obiettivo della macchinetta verso di lui si ricompose ed acquistò una postura molto "sbim", bluffando alla grande senza alcun pudore. Enrico, la Vala, il Checco ed il Pisky arrivarono mezz'ora dopo. Il resto della giornata passò così, qualcuno andò anche sull'isola ma pochi lo seguirono. Per mangiare ripiegammo ancora una volta sui panini della tavola calda del posto.
Foto di gruppo
Prima di andarcene ci facemmo le solite diecimila foto di gruppo. In questa abbiamo in piedi da sinistra a destra: Chiara e Tommaso, Manuela, Arianna, Bianca, Turco, Skillo (con gli occhiali), Pisky e Gianni. Accosciati: Enrico, Checco, la Mica e Rudy. La Vala stava scattando la foto. Poi finalmente ce ne andammo, salimmo i duecento scalini da fare per tornare alle macchine e ci infilammo nel traffico per rientrare in campeggio.
Tempio
Qualche giorno dopo il gentilissimo Gianni ci accompagnò a Messina per prendere il Mommy arrivato in Sicilia con la maglia di Totti e la nuova acconciatura tribale. In campeggio iniziò subito a farsi gli afterhour di sonno in tenda nonostante la temperatura improponibile, ma anche lui dopo poco dovette cedere alle condizioni atmosferiche. Il momento migliore della giornata era senz'altro il tardo pomeriggio in spiaggia, quando finalmente si riusciva a capire qualcosa di ciò che accadeva intorno. In uno di questi momenti il Mommy realizzò con i sassi un tempio di straordianria bellezza. Nella foto, purtroppo, non si vede la pietra magica al centro della costruzione.
Spiegazione
Il Pisky ed il Turco cominciarono a seguire con attenzione le spiegazioni del Mommy circa la sua opera d'arte. Nella foto possiamo vedere uno dei passaggi più intensi di quegli attimi. La piccola parte anteriore era una specie di catalizzatore che concentrava l'energia del posto e quindi la veicolava verso il corpo principale della costruzione. La pietra magica prendeva l'energia purificandola e reimmettendola nell'ambiente grazie al fumo originatosi nella zona posteriore del tempio. Lo scopo di tutto 'sto casino non era chiaro.
Rito propiziatorio
Poi i tre deficienti cominciarono un rito propiziatorio la cui origine si perde nella notte dei tempi. Accesero il focolaio nel punto apposito e seguirono attentamente il processo magico. Dovettero concentrarsi a fondo per intonare le note di un antico canto tribale, che poi altro non era che la cantilena della canzone "Narayan" dei Prodigy. Il giorno successivo il Mommy, preso da un momento di commercialità acuta, cercò di costruire un tempio ancora più grande, ma naturalmente il progetto risultò un fiasco tremendo.
Pomata, Vala ed Enrico
Alla fine in campeggio arrivò anche il Pomata, dopo un viaggio in treno passato in piedi nei corridoi e un'ora chiuso al cesso per stare un po' seduto. Era abbastanza distrutto, ma questo non gli impedì di riprendere presto il suo smalto. Il giorno successivo andò con alcuni di noi sull'Etna, tentando più volte ad ustionarsi sui sassi bollenti, incontrando una specie di eremita con due bottiglie di Vino al seguito, rischiando di rimanere bloccato in cima con la Vala. Nella foto ci sono proprio loro due insieme ad Enrico.
Figura simmetrica
Mentre i giorni passavano c'era ben poco da fare. La mattina ci alzavamo verso le 11, andavamo al mare, poi a mangiare, sul prato della piscina dei bambini a dormire, poi di nuovo al mare, a cenare (con i panini), e infine la sera a distruggerci con altra gente a qualche falò sulla spiaggia (memorabile uno con altri romani). Degli spettacoli dell'animazione non ce ne fregava niente, l'unica cosa buona era un'animatrice davvero spettacolare e le canzoni del miniclub. Così per passare il tempo ogni tanto ci facevamo altre foto. In questa la Vala, la Mica e la Rudy realizzano una superba coreografia con la solita barca, mentre il Turco all'orizzonte medita sulla vita tirando sassi nell'acqua.
Foto di gruppo
In quest'altra foto invece siamo ritratti tutti ammassati sulla sabbia. E' evidente lo stato generale di esaurimento. Dal basso in senso antiorario abbiamo: Enrico, il Pisky (con la mano alzata in segno di "dajelo tutto"), il Turco, Skillo (con gli occhiali), la Vala e Rudy. Il fisico scolpito che compare dietro è quello del Pomata con vicino le scarpe e lo zaino per arrampicare.
Foto di gruppo
Per finire la serie di istantanee in spiaggia, non poteva mancare la foto di gruppo, ancora con quella cazzo di barca bianca sullo sfondo. Da sinistra a destra abbiamo: il Mommy (giustamente la Mica mi scrisse "Guarda il Mommy quanto sembra il protagonista della pubblicità dello Yogurt Muller, quello mezzo bimbo mezzo fragola!!!"), Rudy, in piedi la Vala, Skillo (con gli occhiali) ed il Checco, sdraiata la Mica (si vede solo la capoccia), seduti il Pisky ed il Turco.
Gole di Alcantara
Prima di Ferragosto trovammo ancora il tempo per un'altra gitarella. Questa volta toccò alle gole di Alcantara, un posto veramente molto bello, come documenta anche la foto. Per arrivare bisognava scendere un numero impressionante di scalini, ma poi lo spettacolo era garantito. I primi problemi furono con la temperatura con l'acqua che era incredibilmente fredda. Il Turco ed il Pisky, partiti dal campeggio in ciavatte, erano quelli che soffrivano maggiormente la situazione, mentre intanto cercavano di farsi coraggio a vicenda.
Rudy, Turco, Vala, Pisky
Tuttavia in un modo o nell'altro riuscirono ad abituarsi. Trovarono anche il modo di farsi una bella foto semi-sorridenti in compagnia della Vala e di Rudy. Oltre allo scorcio artistico c'è da notare la maglietta del Turco che recita le seguenti parole: "Bevo solo quando guido". Quella maglietta è il ricordo di una giornata passata a Bologna insieme al Gruppo Damigiana, quando il Pisky la vide in una bancarella e decise di regalargliela. Mai un dono fu più gradito.
Pomata e Vala alla carica!
Il secondo problema fu riuscire a rimanere in equilibrio sulle pietre incredibilmente scivolose del posto. Dopo aver rischiato di rompersi una gamba, il Turco ed il Pisky decisero di aspettare gli altri seduti su uno dei tanti massi, insieme a un guru francese. Gli altri tirarono dritti, guidati da un incontenibile Pomata che avanzava senza indugi e di tanto in tanto si gettava dalle pareti con salti di diversi metri. L'unica a stargli dietro era la Vala che nella foto vediamo completamente immersa nell'acqua gelida mentre il Pomata cerca di aiutarla. Enrico, sulla destra, osserva titubante il tutto.
Skillo e Pisky
Ricomposto il gruppo ed asciugatisi tutti, tornammo al campeggio. Skillo ebbe ancora modo di incrementare il numero delle fotografie della sua macchinetta, qui insieme al Pisky e ai suoi occhiali. Tra una cosa e l'altra iniziammo a pensare a come passare il Ferragosto che era ormai alle porte. Il Pomata promise una performance indimenticabile e non era difficile credergli. Proponemmo di preparare il Gaina Destroy o il cocomero alla Vodka, ma alla fine optammo per i classici litri e litri di Vino accompagnati da superalcolici. Non avevamo un piano per la serata, si sarebbe sviluppata secondo gli eventi. Immaginavamo solo che avremmo concluso col classico falò sulla spiaggia, come era tradizione.
La sera di Ferragosto arrivò e cominciammo a bere in quantità impressionanti. Fummo così presi dalla situazione che non riuscimmo a regolarci e dopo un'oretta eravamo già tutti parecchio brilli. Dalle tende ci spostammo verso il bar della pornobarista di Skillo. Il Turco ed il Pomata si sfidarono al videogioco delle spallate che venne spostato di alcuni metri dal luogo in cui si trovava. Nel frattempo Pisky e la Vala conobbero due coppie siciliane con cui passarono alcuni minuti a bere sulle sedie di una povera famiglia lì accanto. I bambini li osservavano interdetti dalle finestre della roulotte. Gli altri intanto si spostarono nel giardino dove c'era un concerto in corso. Il Pomata si gettò nella piscina dei bambini (stavolta senza bici) tra gli sguardi increduli dei presenti, qualche minuto dopo quasi salì sul palco per cercare il resto del gruppo.
Mattina post-Ferragosto
Dopo una serie di vicende impossibili da ricordare andammo in spiaggia per il falò, senza sapere che in Sicilia è usanza per tutti (famiglie comprese) passare il Ferragosto proprio così. La spiaggia sembrava un campo nomadi (nella foto la mattina successiva) e trovammo un posto libero solo per fortuna, rubando una candela ad un gruppo di ragazzi in fase di rincoglionimento avanzato. Di legna per il falò neanche a parlarne.
Il Turco si protegge dell'acqua
Tra un giro e l'altro di Vino e di vodka, decidemmo di organizzare una bella indianata. Il ruolo di Grande Boma spettò naturalmante al Pomata che lo portò avanti diligentemente (ma come al solito in modo un po' troppo permissivo). Tempo dopo però, per qualche ragione, passò il testimone al Turco, il quale, già parecchio provato, durò giusto una decina di minuti. All'ennesimo bicchiere ebbe giusto il tempo di cedere l'eredità di Grande Boma al Pisky e poi si accartocciò su sè stesso cercando di riprendersi. L'indianata proseguì per un tempo indeterminato. La mattina successiva il Pomata svegliò il Turco bagnandolo con acqua. Colpito dal malefico liquido il Turco tentò di coprirsi con la giacca della tuta e si salvò per un pelo. Quello del Pomata fu evidentemente un gesto sconsiderato.
Reduci di Ferragosto
E anche la notte di Ferragosto passò. Nell'ultima foto di quel giorno possiamo ammirare da sinistra a destra il Checco, Enrico, la Rudy, il Pomata (con una bottiglia di Peroni in mano) e Skillo che finalmente è senza occhiali. Sulla destra il Turco ancora non si è ripreso dallo shock di aver riceuto dell'acqua addosso. Nei tre giorni successivi ripartimmo tutti, scaglionati in gruppi di tre o quattro persone. Il Mommy, il Turco, Skillo ed il Pisky non trovarono un passaggio per la fermata del pullman e dovettero farsi accompagnare da una specie di Taxi Enzo, dopo una nottata passata a dormire in spiaggia. Al ritorno a Roma venimmo a sapere dell'infortunio ad Emerson porca puttana.